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Cheever, il racconto sereno dell’America

Nel 1951, John Cheever si trasferì a Beechwood, dove aveva vissuto un altro grande scrittore americano, Richard Yates. Nelle pagine di Cheever si ritrova l’amore per l’essere umano che palpitava dentro Flannery O’Connor, nei suoi racconti si beve la stessa quantità di gin delle short stories di Fitzgerald e i suoi protagonisti potrebbero benissimo essere i vicini di casa dei personaggi di Raymond Carver. Eppure, John Cheever ha una voce inconfondibile, si riconosce la sua firma in ogni singola frase. La sua straordinaria sensibilità – prima umana e poi letteraria – non permette di paragonarlo a nessun altro scrittore americano. Dopo il lavoro della casa editrice Fandango, che ha il merito di aver attirato l’attenzione dei lettori italiani su questo autore, Feltrinelli ha ora pubblicato la sua cruciale raccolta di racconti, vera e propria pietra miliare della letteratura internazionale: I racconti (Feltrinelli, pp. 828, euro 40).

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4 pensieri su “Cheever, il racconto sereno dell’America

      1. Se non lo conosci, ti stra-consiglio Tom Robbins, un mito fuori da tutti gli schemi.
        Io cominciai da: Beati come le rane su una foglia di ninfea, già il titolo è un romanzo.. 🙂

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