Remake, l’arte di rifare l’arte

22 maggio 2013 § 7 commenti

Si intitola When the attitudes become form. Sarà inaugurata il 1° giugno a Ca’ Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione Prada. E’ la prima mostra-remake. E’ il sintomo di un fenomeno diffuso. Provate a guardarvi intorno: remake ovunque. Una vera mania. Come si spiega questa voglia di rifare, di rivisitare, di riproporre? Forse, è il destino di un tempo contradditorio, diviso fra il bisogno di spingersi oltre, di fare tabula rasa della tradizione, di osare, e il desiderio di tornare indietro. Siamo in un’epoca di fughe in avanti e di melanconie, di ribellioni e di rimpianti.

di V. Trione (Continua qui)

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§ 7 risposte a Remake, l’arte di rifare l’arte

  • lois scrive:

    Condivisibile le argomentazioni di Trione (in passato ho anche seguito dei suoi corsi), ma il “remake” o il “come back” non nasce forse anche da un mancanza di stimoli? non è un voler riproporre qualcosa in assenza di materia prima da mettere in gioco?

    • Moralia in lob scrive:

      E’ bel pò di tempo che mi pongo questa domanda, ma non sono riuscito ancora a trovare una risposta soddisfacente. Sicuramente è un momento di risacca, dove le idee nuove languono. Però come avevo scritto in altre sedi, forse l’idea di originalità oggi non è cosi pregnante https://moraliainlob.wordpress.com/2013/05/09/1248/#comments

      Detto questo, forse siamo destinate a vivere “nel giardino della storia” come diceva Nietzsche, dove come in un teatro possiamo scegliere la scenografia e i costumi che più ci piacciono…

      Ciao Lois

  • dorotea scrive:

    O forse (e d’altra parte) è l’estetica – e la poetica – di una società che di materia prima e di scarto ne prodotti fin troppi. E noi esseri umani – nel bene e nel male – siamo portati a manipolare tutto quel che abbiamo intorno.
    Ora – tralasciando considerazioni tipo che oggi sono tutti bravi a fare gli artistoidi e i concettualisti e il fatto che remake e ready made sono storie vecchie ormai un secolo – posso dire che di cose ben riuscite con materiali di riciclo ne ho viste. Ipotizziamo un mobilio ricavato tutto da pezzi di scarto e di discarica. Secondo me ha la sua dignità concettuale e – in molti casi – estetica. Non si può parlare solo di mancanza di stimolo. Si devono valutare i casi in cui vengono operate premeditatamente ricontestualizzazione e ricodificazione di materiali e pratiche preesistenti. Qui gli stimoli ci devono essere – e ci sono – eccome.

    Come dici tu “Sicuramente è un momento di risacca, dove le idee nuove languono.”
    Ma è anche un momento storico in cui astisticamente parlando l’attenzione si è spostata dal prodotto ai processi che stanno dietro il prodotto. Quindi al pensiero. Condivisibile o meno e con tutte le ricadute negative del caso.

    Il punto è che la faccenda ha il doppio volto. Quindi, secondo me, stigmatizzare il tutto a mancanza di stimolo è quanto mai superficiale.

  • Missandry scrive:

    Secondo me il remake non deve essere visto come una sottrazione di creatività, ma di coraggio. Voglio dire, il paragone tra l’opera “nuova” e quella originaria è sempre un’operazione delicata. Generalmente la patina del tempo o il “l’ho fatto prima io” mettono in posizione di svantaggio chi viene dopo. L’arte ci porta ad interrogarci e se questa riflessione si esprime attraverso il rimpastare opere di altri direi che ha senso ugualmente.

  • lois scrive:

    Il concetto di remake è sicuramente un progetto che rimette in opera un prima ed un dopo (se vuoi anche con coraggio, come scrive Missandry), ma resta di fatto che ridisporre un valore già storicizzato e canonizzato ha una perdita di originalità che ne riduce la stratigrafia. Qualche anno fa Kounellis a Napoli ha riprodotto la famosa installazione dell’Attico, quella con i cavalli. Non c’era più fascino ne originalità, si era di fronte ad un dejà-vu che a mio avviso non mette e non toglie nulla.
    Spesso rifare un’opera significa rifare una ‘copia’ , non si é mai di fronte ad una ‘rielaborazione’ che aggiunge e moltiplica il valore del suo modello!
    Questo ovviamente non significa generalizzare, ma un remake parte con una marcia in meno.

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