Funambolismo espressivo

13 giugno 2013 § 17 commenti

kirchner-street_scene_berlin-c1913

Ernst Ludwig KirchnerScena di strada berlinese (1913) – Berlino, Brucke Museum

I movimenti artistici attivi nella prima metà del XX secolo in Germania e negli altri paesi di lingua tedesca sono stati accomunati sotto il termine Espressionismo. A differenza del gruppo degli impressionisti, il cui nucleo fondatore può essere facilmente identificato e circoscritto, gli espressionisti non formarono un movimento unitario e presentano notevoli differenze nel linguaggio e nei temi affrontati. Lo stesso termine “Espressionismo” nasce in contesti assai diversi ed è inizialmente riferito ad altri artisti (soprattutto francesi).

Heckel

Erich HeckelMulino a vento presso Dangast (1909) – Duisburg, Wilhelm Lehmbruck Museum

Nel 1901 Ernst Ludwig Kirchner, figlio di un ingegnere di Aschaffenburg, comincia i suoi studi al Politecnico di Dresda e l’anno seguente diventa amico di Fritz Bleyl; tra il 1903 e il 1904 Kirchner trascorre due semestri a Monaco, presso la scuola d’arte di Wilhelm von Debschitz ed Hermann Obrist, frequenta gli ambienti della Secessione, da cui rimane deluso, assiste alla mostra dei postimpressionisti belgi e francesi organizzata nel dicembre del 1903 dal gruppo Phalanx, capeggiato da Kandinskij, e conosce a fondo lo Jugendstil.

Nel 1905 Kirchner e Bleyl danno gli esami finali al Politecnico e decidono di dedicarsi a tempo pieno all’arte: il 7 giugno con Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff fondano un nuovo gruppo pittorico, il cui scopo principale è quello di coordinare le molteplici ricerche delle avanguardie artistiche e favorire il confronto e la conoscenza sia all’interno della Germania sia verso le altre nazioni. Per questo motivo essi scelgono un nome significativo: “Die Brucke”, ovvero “Il Ponte”. Il nome viene suggerito da Schmidt-Rottluff, che si è quasi certamente ispirato a un aforisma tratto dal testo Così parlò Zarathustra di Nietzsche, in cui il filosofo afferma che la grandezza dell’uomo consiste nel suo essere un ponte e non un fine; inoltre nello stesso libro l’autore usa spesso l’espressione “Brucke zum Ubermenschen”, cioè “ponte verso l’oltreuomo”.

Schmidt-Rottluff

Karl Schmidt-RottluffRagazza allo specchio (1915) – Berlino, Neue Nationalgalerie

Il gruppo si ispira innanzitutto ai maestri del Romanticismo, che avevano combattuto contro il razionalismo, l’egualitarismo e il realismo illuminista in nome della libera espressione dei sentimenti dell’individuo. Come loro questi artisti sognano una forma d’arte totale e interdisciplinare che coinvolta in un’unica forma vitale e dinamica tanto le arti figurative, quanto l’architettura, la letteratura, la musica, il teatro, la fotografia e il neonato cinematografo. Un secondo punto di riferimento per i membri del gruppo è rappresentato dalle Secessioni, associazioni di artisti sorte alla fine dell’Ottocento a Dresda, Berlino, Vienna e Monaco, che si oppongono agli schemi autoritari e ai vecchi metodi di insegnamento delle Accademie, in nome di un nuovo modo di intendere l’arte. Furono molto importanti, per la loro formazione, le numerose riviste d’arte dell’epoca e gli incontri con le opere di alcuni esponenti dei movimenti postimpressionisti, da Van Gogh a Paul Gauguin, da James Ensor a Edvard Munch, considerati i loro padri spirituali, oltre a Matisse e i fauve.

Come questi ultimi i membri del gruppo danno poca importanza al disegno, semplificato e ridotto ai suoi elementi essenziali, ma ripongono ogni loro attenzione all’energia e alla forza comunicativa dei colori, fortemente contrastati e carichi di una luce intensa, quasi violenta. Come gli impressionisti, anch’essi vogliono ritrarre la vita reale  e la natura, in tutte le sue forme; tuttavia mentre i primi hanno una visione rassicurante, serena e ottimistica, gli esponenti del movimento Die Brucke sono irrequieti, tormentati e angosciati.

Muller

Otto Muller –  Due nudi femminili in un paesaggio (1915) – Dortmund, Museum am Ostwall

Leggono Nietzsche e Kirkegaard, Wedekind e Freud, Ibsen e Strindberg: non condividono i valori dell’etica borghese, non credono nell’ottimismo positivistico e neppure nell’illusione di un mondo in continuo e perenne progresso grazie alle scoperte della scienza e alle applicazioni della tecnica. Al contrario affermano i valori soggettivi e irrazionali dell’arte: essi sono convinti che la vita dell’uomo sia caratterizzata da una dimensione emotiva e che il compito dell’artista sia quello di indagare e di immergersi in questa interiorità profonda per cercare di esprimere in immagini ciò che non può essere compreso con i concetti o con le parole.

§ 17 risposte a Funambolismo espressivo

  • vpindarico scrive:

    Interessante.

    Verso la fine c’è un errore di battitura (una sillaba omessa) che potrebbe essere un lapsus feudiano🙂

  • Giulia scrive:

    Bell’articolo su pittori che mi affascinano e i cui quadri ho rivisto “dal vivo” di recente.

  • chezliza scrive:

    Meraviglia….ribloggo🙂

  • chezliza scrive:

    L’ha ribloggato su Chezliza.

  • lois scrive:

    L’Espressionismo tedesco del Ponte, fece sua la lezione di Van Gogh, rimodulando il valore interiore delle emozioni che non aveva più bisogno della riflessione e del disegno. Un po’ come i Fauves a Parigi, gli espressionisti tefeschi ‘portarono fuori’ quella interiorità con tutta la forza e l’incisività di cui furono capaci. E proprio quelle line interrotte e nervose li distinsero dai più ‘armonici’ Fauves con cui condivisero (negli stessi anni) la volontà di rimnovamento. Non solo, la loro libertà fu tale da sconfinare finanche nella deformazione delle forme e dei colori, e qui si potrebbe aprire tutto un nuovo capitolo di approfondimento, ma è sufficiente ammirare la ‘Marcella’ di Kirchener per comprendere quale fu il valore della loro portata in ambito artistico-sociale.

    • Moralia in lob scrive:

      Grazie per l’integrazione Lois🙂 Ma tu ci vedi una linea di continuità con Bacon o no?

      • lois scrive:

        Se consideriamo il valore espressivo e l’esternazione dell’io verso il mondo di fuori, certamente Bacon può ascriversi figlio di questa ‘filosofia’ capace di mettere in luce quel grido di dolore verso la difficoltà del vivere (parlerei perciò di filosofia piuttosto che di corrente). In anni successivi al Ponte e dopo la devastazione etica e sociale delle due guerre, il linguaggio espressionista di Bacon ne esce ‘rafforzato’ da un impeto maggiore con un vissuto che ha un’intesità elevata che differisce anche per accezione estetica, completando quel passaggio che alla fine muta anche la ‘bruttezza’ in bellezza e fascino, probabilmente proprio perchè è in essa che ritroviamo la quotidianità esasperata e afflitta del nostro vivere.

      • Moralia in lob scrive:

        Grazie ad entrambi per i vostri preziosi contributi…
        A presto🙂

  • helios2012 scrive:

    Ti ringrazio, ma personalmente non ho fatto altro che postare il contributo di qualcun altro🙂

    Il mio personale ‘contributo’ te lo posso anche dare, ma non so quanto possa essere gradito🙂

    E’ più comodo e diplomatico sbrigarsela con un I like che con pensieri personali😉

    Si parla spesso di ‘movimenti’ ma alla fine, in qualsiasi movimento sia stato collocato, ogni artista è a sé.

    Van Gogh e Bacon sono gli esempi classici , per il mio punto di vista ( giusto o sbagliato che sia poiché nulla è verbo divino ) dove il tratto pittorico esprime tutto, indipendentemente dai movimenti di appartenenza.

    DNA, vissuto ecc. sono sempre presenti non solo per quello che si vuole rappresentare, ma anche per quello che si è diventati attraverso il proprio DNA (che influisce non poco) e le proprie esperienze ed è leggibile …

    E non credo che critici e storici ed esperti possano sempre arrivare a certe ‘verità’ solo per passa parola o cultura senza avere la ‘capacità di lettura di un tratto segnico o pittorico che il più delle volte esprime e contiene di più di quello che un contenuto in senso di rappresentazione possa dare.

    Va da sé che illustri ‘falsari’ abbiano capito le carenze di molti esperti, mentre a pittori come Bacon, Schiele, e a molti altri, non sia sfuggito quello che esprime un tratto segnico o pittorico (vedi Bacon con Van Gogh) ne siano rimasti affascinati e assorbito per poter crescere attraverso la propria ‘personalità’.

    Ti ringrazio per avermi permesso di poter esprimere il mio pensiero.

  • […] L’Espressionismo […]

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