Yugiri (Il giardino delle nebbie notturne)

“Ho quasi completato i lavori a Yugiri. Se sei libero domani mattina, ti faccio visitare il giardino”.

“L’ho già visto. Quella mattina, quando venni a prenderti per riportarti a Majuba. Ci siamo conosciuti allora”. Era chiaramente offeso dal fatto che sembrava che me ne fossi dimenticata.

“Certo. Ma allora il giardino non era ancora pronto”.

“Quanto fosse pronto non lo so, di certo tutto sembrava molto controllato e artificiale”.

“Allora non hai capito che cos’è un giardino”.

“I giardini come il suo sono fatti per manipolare le emozioni. Lo trovo scorretto”.

“Davvero?”. Avvampai. “Si potrebbe dire lo stesso di qualsiasi forma d’arte, della letteratura, della musica”. Avevo dato il sudore della fronte per quel giardino, e sentirlo denigrare in quel modo mi fece arrabbiare. “Se tu non fossi così stupido capiresti che le tue emozioni non vengono manipolate, bensì innalzate ad una dimensione superiore, senza tempo. Ogni passo che compi a Yugiri ti aiuta ad entrare in uno stato d’animo contemplativo”.

Sopravvissuta durante la Seconda guerra mondiale alle torture in un campo di prigionia giapponese, nel quale ha però perso la vita la sorella, Yung Ling Teoh ha studiato legge a Cambridge e dedicato molti anni a perseguire i criminali di guerra. Ma ora ha bisogno di fermarsi, e il luogo migliore per farlo è sugli Altopiani di Cameron, in Malesia, tra le piantagioni di tè di un vecchio amico di famiglia. Ed è lì che scopre l’esistenza di un giardino, il cui proprietario e creatore è l’enigmatico Aritomo, un esule dal Giappone che un tempo ha ricoperto il ruolo di capo-giardiniere al servizio dell’imperatore.

Nonostante i sentimenti di odio nei confronti dei giapponesi – o forse proprio per questa ragione – Yung Ling chiede ad Aritomo di realizzare un giardino in memoria della sorella, ma l’uomo rifiuta e le propone invece di lavorare per lui come apprendista, fino a quando non sarà lei stessa in grado di disegnare un giardino. Con il passare dei mesi , Yung Ling stabilisce suo malgrado un legame con il suo sensei e apprende la filosofia di un’arte millenaria che ha come scopo quella di riprodurre sulle terra il paradiso. E mentre da fuori giungono gli echi della guerriglia, anche in quel luogo di pace non mancano conflitti, segreti e misteri da affrontare.

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Questa galleria mi è servita per fornire materiale alla mia immaginazione, visto che molti nomi di piante e alberi non sapeve nemmeno che forma avessero.

“È stato Magnus a parlarmi per la prima volta del Giardino dell’Eden. Ho faticato molto ad immaginarlo” osservò. “Un giardino in cui le cose non crescono e non muoiono, in cui nessuno invecchia e le stagioni sono una uguale all’altra. Davvero triste”.

“Che c’è di tanto triste?”

“Prova ad immaginare le stagioni come pezze della seta più fine e trasparente, di diversi colori. Prese singolarmente sono bellissime, ma prova a sovrapporle l’una all’altra, anche sono lungo l’orlo, e avrai creato qualcosa di speciale. I sottili lembi di tempo in cui le stagioni trascorrono l’una nell’altra sono così”.

Tacque alcuni secondi. Poi domandò: “Che cosa accadde al Giardino dell’Eden quando l’uomo e la donna furono cacciati? Andò tutto in rovina? Anche l’albero della vita e l’albero della conoscenza? O è ancora tutto lì, uguale a se stesso, in attesa?”.

Cercai di ricordare quello che mi avevano insegnato le suore a scuola. “Non lo so. È solo una leggenda”.

Mi fissò. “Quando il primo uomo e la prima donna furono cacciati dalla loro dimora, fu allora che il mondo conobbe il tempo”.

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10 Replies to “Yugiri (Il giardino delle nebbie notturne)”

  1. Mi affaccio a questo blog con attenzione, rispetto e umiltà. Molto interessante. E mi riprometto di leggere con calma gli articoli precedenti. Complimenti.
    Pablo

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