Mondrian

7 settembre 2013 § 4 commenti

La figura di Piet Mondrian è una delle più rappresentative dell’arte astratta del XX secolo e le sue composizioni ne sono diventate il simbolo per eccellenza. Nato ad Amersfoort, nei pressi di Utrecht, nel 1872, studia all’Accademia di Amsterdam; esegue copie dei maestri antichi esposti nei musei olandesi, disegni scientifici per l’Università di Leida e paesaggi, in cui raffigura alberi, la spiaggia, le dune, il molo sull’oceano, la chiesa di Domburg o il faro di Westkapelle.

In pochi anni trasforma radicalmente il proprio stile e il proprio rapporto con la realtà. Nelle sue prime tele, per esempio Albero rosso del 1908, Mondrian rimane fedele alla raffigurazione oggettiva della natura, anche se i colori sono utilizzati in maniera antinaturalistica, con una netta prevalenza dei toni rossi e blu, assai vicini alle scelte cromatiche di Gauguin e degli espressionisti. Nel Faro a Westkapelle del 1910 dipinge il cielo con un fitto mosaico di pennellate blu, applicando in maniera personale lo stile puntinista di Seurat e Signac. Nell’Albero Argentato del 1911 Mondrian tralascia i colori vivaci e usa solo il bianco, il nero e il blu, così da attirare l’attenzione dello spettatore sul fitto reticolo di linee con cui le forme dell’albero sono semplificate e fuse nel paesaggio e nel cielo. L’artista compie un ulteriore passo in avanti alla fine del 1911, quando si trasferisce a Parigi e conosce il Cubismo di Picasso e Braque; ne è un esempio il Melo in fiore del 1912.

Il cammino verso l’Astrattismo si compie con la Composizione ovale con colori chiari del 1913, in cui Mondrian comincia ad impiegare le linee ortogonali nere, che creano rettangoli e quadrati colorati. Assai simile è Molo e Oceano 4, del 1914, dove predomina il fitto segno grafico di linee nere intrecciate in modo da formare una serie irregolare di angoli retti. Questo è uno degli ultimi dipinti dell’artista ad avere nel titolo un riferimento alla realtà: da allora in poi Mondrian sarà rigorosamente fedele all’Astrattismo fino alla morte. Il passo successivo è infatti all’insegna della ricostruzione razionale dell’universo, semplificato nella sua pura essenza matematica e geometrica.

Nel gennaio del 1921 Leonce Rosemberg invita Mondrian a partecipare ad una mostra nella propria galleria parigina, prevista dal 5 al 21 maggio e dedicata alla pittura cubista, e presenta alcuni dei suoi lavori astratti che suscitano una forte impressione sulla critica e sul pubblico. Nello stesso anno l’artista dipinge varie tele, come Quadrato I (Colonia, Museum Ludwig), Composizione con giallo, blu, nero, rosso e grigio e Composizione con rosso, giallo e blu (L’Aia, Gemeentemuseum), in cui vediamo lo spazio pittorico ridursi ad una superficie bianca, percorsa da linee nere, che creano dei quadrati o dei rettangoli dipinti con i soli colori primari, rosso, giallo e blu.

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