Amore di carta

23 settembre 2013 § 23 commenti

Quando piove, non ci si può rifugiare sotto un kindle, né si può chiedere un ombrello ad Amazon con spedizione immediata. Quando piove, bisogna andare in libreria. Ne servono tante, in molti punti strategici della città, in modo che, in qualunque posto ci si trovi, si possa arrivare in libreria con una corsa non troppo lunga sotto la pioggia (o sotto il sole infuocato, o anche in una perfetta giornata di quasi autunno). Ha scritto il Times che in una libreria non può succederci niente di male (mentre molte cose non troppo belle stanno accadendo alle librerie), un po’ come da Tiffany, perché il mondo si arresta davanti a quelle porte: quindi, in caso di guerra termonucleare bisogna potersi rifugiare lì, e trovare il libro adatto al momento difficile, o leggere finalmente quel romanzo erotico, quel saggio sull’amore che ci si vergogna anche soltanto di tenere sul tablet (succede infatti, sempre, che qualcuno prenda in mano il tablet, dia un’occhiata malevola ai libri su iBooks, e faccia una risatina, come se la lista degli ebook svelasse chi siamo davvero, gente che scarica le biografie dei cantanti e non Marcel Proust).

Non è una guerra di resistenza alla modernità, al digitale e alla magnifica droga di Amazon (il comando: due-tre giorni con un click-gratis è irresistibile, offre una immediata e compulsiva felicità, e il libro che ho comprato con un click l’altroieri pomeriggio è arrivato ieri mattina, con un imballaggio facile da aprire, senza quindi la necessità di saltarci sopra, prendere le cesoie, poi un martello, distruggere il libro), non è un appello alla cultura, ma un ringraziamento alle librerie, che ancora aprono, inventano vetrine a tema, si trasformano e vendono anche molti ninnoli, gomme per cancellare, temperini per tagliare le carote, borse di tela, cartoline tridimensionali, borse refrigeranti per portare le bottiglie di vino alle cene: così lo scrittore che entra in libreria per comprare una copia del suo libro da portare, come sempre, a una cena, vede la borsa refrigerante, si sente in colpa e, uscito di lì con la copia sotto braccio, comprerà anche una bottiglia di vino.

Nella libreria vicina a casa mia c’è anche un angolo ebook, e significa che si può avere tutto, senza rancore, anche senza carta. Oppure, come succede spesso, farsi soltanto un giro, con la carezzevole certezza che nessuno dirà che non ci sono pantaloni della nostra taglia, o che quella borsa non ce la possiamo permettere, o che quelle scarpe sono “pazzesche”. I cattivi non si spingono fin là dentro: la cosa più dolorosa che può capitare dentro una libreria è non trovare il libro e struggersi nel dubbio se ordinarlo oppure correre al computer, ma nel frattempo ci si sarà imbattuti in un qualcos’altro che non ci si aspettava di trovare, anche solo il temperino per carote. Il Times scrive anche che non si può conquistare una ragazza dentro un Kindle: in libreria, se si è molto fortunati e se ci si promette di non inorridire reciprocamente per i libri che si stanno sfogliando, ci si può anche fidanzare. Meryl Streep e Robert De Niro, in “Innamorarsi”, erano in libreria: lei stava comprando un libro fotografico sulle barche a vela per il marito, lui un libro di giardinaggio per la moglie (i regali di Natale dell’ultimo minuto sono così), e si erano scambiati i pacchetti dei libri per sbaglio. Senza una libreria non si sarebbero mai guardati e innamorati. Senza una libreria, si può solo sperare nei corrieri che portano i pacchi di Amazon.

Annalena

§ 23 risposte a Amore di carta

  • lois scrive:

    Che bello questo post. Che belle le librerie da rinchiudersi quando piove e che bello il film Innamorarsi. C’era quella grandissima libreria Rizzoli a NY e loro in cerca di qualcosa. Le librerie sono luoghi magici, peccato che giorno dopo giorno ce ne siano sempre di meno e che se piove è certo che prima di trovarne una sei bello che inzuppato!

  • germogliare scrive:

    E Notting Hill? Hugh e la Roberts non si sarebbero mai incontrati.
    La libreria la amo anche come luogo d’attesa per un appuntamento.

  • tramedipensieri scrive:

    Ciao….ben ritrovato!

    ….in effetti è vero
    quando si è all’interno delle librerie si è come fuori dal mondo.
    Può succedere di tutto che non ci si rende conto….in realtà in quei momenti si è avvolti, affascinati ed incuriositi da tutti quei pensieri rilegati…

    E poi gli incontri in libreria…ma anche con Amazon ci si può incontrare soprattutto se acquisti libri “usati”.😀
    Il fornitore ti invia un email di ringraziamento e ti informa dell’immediata spedizione del libro che hai richiesto…
    e poi chissà…da email nasce email….
    – per dire –

    Il destino è proprio giocherellone

    buona giornata
    .marta

  • follylesie scrive:

    vorrei tutti i miei caffè davanti a post così🙂 bello!

  • Le librerie- oltre che dai temporali- mi hanno sempre salvato dagli inverni nucleari che mi creavo dentro… dentro me.

  • Senza una libreria non alzeremmo mai il sedere dalle sedie!

  • newwhitebear scrive:

    Il guaio delle librerie italiane, a parte qualche eccezione in poche città italiane, è che i libri sono talmente stipati che cercare qualcosa è come rintracciare il classico ago nel pagliaio. Alla fine uno ci rinuncia. Più le città diventano piccole, più gli spazi diventano angusti.
    Le piccole libreria talvolta non sono né carne e né pesce e ftalmente devono chiudere.
    Quello che scrivi è giusto. Quando piove non c’è niente di meglio di una libreria nell’attesa del sereno.
    E’ vero che in talune librerie uno entra per comprare un libro ma esce con la bottiglia di vino. Vuol, dire che la prossima volta sarà l’inverso.

  • gelsobianco scrive:

    Che bello questo post!
    Bello, bello, bello!
    Un sorriso
    gb
    Ti ho ritrovato… in libreria!😉

  • 65luna scrive:

    …succede solo a N.Y.?! Buon ferragosto,65Luna

  • Da noi a Genova c’era una libreria che amavo moltissimo. Tutti quelli che ci entravano l’amavano, ma non ci entravano in tanti perché era ‘nei vicoli’, che qui è come dire un luogo di peccato, perdizione e rischio. In realtà era raggiungibile in modo assolutamente indolore, piena di personalità e con due librai pieni di passione, esperienza e amore per il loro lavoro. Solo che ha dovuto chiudere lo stesso. E quando una libreria così chiude, è un dolore e pensi forse avrei potuto fare qualcosa, non solo andarci a comprare e portarci amici e parenti, ma che so, capeggiare… che cosa? un movimento di protesta? Un sit-in? Un invito a riappropriarci delle strade, perché nessuna strada deve essere ‘off-limits’? Tutto questo, immagino, e altro ancora. Molte librerie hanno chiuso e chiudono ed è difficile capire se possiamo nfarci qualcosa oppure no. E’ vero però che altre riaprono, magari non molte, ma alcune ci provano, caparbiamente. Ci sono ancora posti per incontrarsi sotto la pioggia, innamorarsi o semplicemente prendere un caffè con qualcuno con cui hai scambiato opinioni su un libro che entrambi sfogliavate, e che poi non rivedrai mai più. O forse sì. Incontri casuali, piccoli piaceri. E il vino è sicuramente più buono se lo bevi leggendo🙂

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