Vizi viziosi

Riprendo un vecchio discorso, ma mai portato a termine, che avevo iniziato sul blog delloltreuomo (non cercate, è defunto). Sperando che stavolta vada meglio.

In questo spazio desidero riflettere sull’interpretazione attualizzata dei sette vizi capitali. Tutti gli scritti facenti parte di questa serie di post provengono da un numero monografico di una rivista culturale di cui facevo parte alcuni anni fa. Il nome degli autori (un gruppo di miei amici universitari) sarà riportato in fondo all’articolo, mentre il mio pezzo è quello sull’avarizia. Nel complesso il numero in questione fu uno dei migliori che pubblicammo, ma la qualità d’insieme fu molto lontano dall’obiettivo che ci eravamo posti. Comunque magari mi dite voi poi che ne pensate. Buona lettura.

Con questo conciso editoriale intendiamo introdurre brevemente un argomento complesso come quello riguardante i Vizi Capitali, e speriamo, al contempo, di offrire un iniziale spunto di riflessione. Abbiamo cercato di trattare un argomento definito ma che al contempo desse libertà di pensiero e di scrittura. Nonostante parlare dei vizi capitali implichi un riferimento alla dottrina cristiana, ognuno di noi ha trattato l’argomento a modo suo, a sua discrezione, in piena autonomia di stile e di pensiero. Così, ognuno in qualche misura si è trasmesso; ognuno ha, a suo modo, raccontato di sé.

Verranno quindi trattate nelle pagine seguenti:

  • La Superbia, che genera la Vanagloria, in cui l’uomo pensa di essere più di ciò che è, e non vuole avere alcun superiore;
  • L’Avarizia, ossia l’affetto disordinato alle ricchezze;
  • La Lussuria, ossia l’affetto eccessivo per i piaceri e i diletti carnali;
  • L’Invidia, il dispiacere del bene altrui in quanto pare diminuisca la propria grandezza;
  • La Gola, un appetito illimitato di mangiare e bere oltre quel che conviene;
  • L’Ira, il desiderio smodato di vendetta;
  • L’Accidia, il dispiacere di essere obbligato ad osservare i Comandamenti di Dio e di camminare nella vita della virtù.

(Definizioni di G.B.F. Descuret, ne “La medicina della passioni”, 1871)

I sette vizi capitali non sono stati concepiti come scissi l’uno dall’altro, ma aventi un legame profondo; a questo proposito, citiamo l’interessante contributo di Gregorio Magno, il quale ha conferito al rapporto genealogico tra i vizi un’impronta psicologica:

“La vanagloria genere l’invidia poiché chi aspira ad un potere vano soffre se qualcun altro riesce a raggiungerlo. L’invidia genera l’ira, perché quanto più l’animo è esacerbato dal livore interiore tanto più perde la mansuetudine della tranquillità. Dall’ira nasce la tristezza, perché la mente turbata, quanto più è sconquassata da moti scomposti tanto più si condanna alla confusione, e, una volta persa la dolcezza della tranquillità, si pasce esclusivamente della tristezza. Dalla tristezza si arriva all’avarizia, poiché, quando il cuore, confuso, ha perso il bene della letizia interiore, cerca all’esterno motivi di consolazione  e non potendo ricorrere alla gioia interiore, desidera tanto più ardentemente possedere i beni esteriori”. (Gregorio Magno, Moralia in lob, XXXI, XLV, p. 1611).

Margherita

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12 Replies to “Vizi viziosi”

  1. Avevo già commentato e ricommento. L’idea di questo progetto è stata molto bella come belli sono i pezzi che avevo letto di là.
    Il pezzo sui legami tra i vizi di Gregorio Magno è molto interessante!

      1. Se si ha uno scanner, basta fare l’OCR e poi correggere il testo. A me di solito viene bene. Non avrei mai il coraggio di ricopiare un testo per intero.

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