In punta di mouse #3

Qualche link domenicale:

Meglio ostetriche che becchini. Anche lo Stato ha finalmente deciso di ridurre le spese. Le aziende lo fanno da anni. Come le famiglie, compresi i single. Si può dire che non ci sia oggi in Italia un solo individuo che non dedichi una parte consistente del proprio tempo a escogitare sistemi per peggiorare il suo precedente tenore di vita. […]  Siamo circondati da becchini, quando invece mai come adesso avremmo bisogno di ostetriche.

Cibo matto.  Da Masterchef e Real Time a Eataly, e poi le nuove imprese food di Feltrinelli e quel verbo lì, “impiattare”: la nuova cultura del mangiare in Italia, a tavola, in tv e su Instagram.

Io sbaglio da sola. Non esiste più un solo comportamento, tic, ossessione, gioco innocente, abitudine o fantasia che non sia già diventato materia da laboratorio, sottoposto a esperimenti, trasformato in un conteggio preciso dei nostri errori e delle nostre possibilità.

Disney Italia. L’investimento personale nel viaggio è uno dei fatti della società del nostro tempo: non siamo all’educazione sentimentale di Stendhal e di Goethe, quando non si poteva dire di essere adulti senza aver vissuto in almeno un paio di Paesi, a cominciare dall’Italia; ma siamo molto vicini a un altro tipo di educazione sentimentale, centrata non sulla conoscenza dei luoghi (che oramai ci sono mediaticamente noti) ma sulle relazioni interpersonali. Il viaggio conta sempre più nella psiche individuale e collettiva.

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