Elucubrazioni pasquali

Noto come il mio rapporto con le festività sia cambiato. E di molto. Tempo fa questi giorni segnati in rosso sul calendario li odiavo. Odiavo la loro sfrontata esagerazione, il loro consumistico sperpero, la loro ipocrita e artificiale felicità. E non perché santificare cristianamente le feste fosse l’esatto opposto. Ma perché mi sembravano terribilmente ridicole.

Successivamente mi andarono di traverso i quadretti familiari di facciata, gente che si scanna tutto l’anno, ma che in queste occasioni stipula una sorta di tregua armata per un’atavica presentabilità sociale.

Da non molto invece mi mettono tristezza. Perché le persone e le tavolate sono sempre più esigue, più povere di gioia, più impermeabili allo spirito della festa. E la gente sempre più esigente, più nevrotica, più intollerante. O forse è solo la mia tempra saturnina che peggiora.

Io l’ho passata, la Pasqua, in compagnia di un Tamburo di latta. Fumando toscani, bevendo vino rosso e parlando con una blogger che mi sta sempre più simpatica. Quanto mi mancano i miei amici e i quadretti familiari.

E ora mi piace pure una canzone di Fiorella Mannoia.

Advertisements

24 thoughts on “Elucubrazioni pasquali”

  1. Ci vorrebbe un bel vento nuovo che portasse via i pensieri vecchi, che ci riportasse dove c’era una ragione per essere sorridenti, che ci tornasse memoria di cose dimenticate …ci vorrebbero cose che ci hanno o abbiamo bruciato e definito antiche…e cosa ci è rimasto? una manciata di realtà che si potrebbe confondere per cinismo. Eppure c’è chi vive tutto diversamente…e lo paga a caro prezzo.

  2. Anch’io ho avuto il tuo stesso cambiamento di rotta. Sarà che si cresce e si invecchia…
    Quest’anno, per esigenze economiche, non sono potuta tornare a casa, dove mi avrebbe accolto un sontuoso pranzo di quelli da te descritti.
    Nel bel mezzo di un solitario pranzetto in parco Sempione, mi è balzato alla mente che, se l’anziana zia e mia nonna dovessero abbandonare questa Terra, tutto ciò scomparirebbe…e resterebbero piccoli nuclei familiari persi nel loro individualismo.
    Personalmente vorrei riuscire ad impormi come nuova…capofamiglia? Sfornatrice di strudel?
    Sì, certo, è tutto forma, tradizione, conservatorismo…ma dobbiamo per forza sbarazzarcene?
    Non credo, il risultato sarebbe peggiore…

  3. Il cambiamento di rotta sulle festività mi appare come un peggioramento. Ma forse ho interpreato male le tue paroile. Comunque le festività obbligate, compl,eanni inclusi, diventano sempre più il siperietto dell’ipocrisia.

  4. Citando Moretti> «Continuiamo cosi, facciamoci del male». Non tanto per la Pasqua o per le tavolate lunghe o corte, ricche o povere, quanto per Il Tamburo di latta. Bello ma terribile….scrivo questo, ma ho passato la Pasqua guardando La grande bellezza. Si, continuiamo cosi, facciamoci del male.

    P.S> per segni strani, la colpa [ della tastiera.

  5. Successivamente mi andarono di traverso i quadretti familiari di facciata, gente che si scanna tutto l’anno, ma che in queste occasioni stipula una sorta di tregua armata per un’atavica presentabilità sociale.

    completamente d’accordo. creano solo un disagio

  6. Ho sensazioni simili caro Moralia. Pasqua è passata un po’ in sordina. La mia festa preferita è il Natale, ma per esempio l’anno scorso io per primo faticavo a entrare anche solo nello spirito tanto fuori quanto in casa e in famiglia. E alla fine, riducendosi all’ennesimo giorno, un po’ (tanto) mi dispiace…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...