In punta di mouse #5

Qualche link per il week-end:

Il soft power di Wes Anderson. Wes Anderson ha elevato la malinconia a fenomeno glamour globale e l’adolescenza quarantenne a condizione aspirazionale per tutti noi.

Soledad, una voce che fa innamorare tutti. Si chiama Soledad ma tutti la chiamano Sole, canta, ed è l’impenetrabile protagonista del nuovo romanzo di Fabio Stassi, Come un respiro interrotto (Sellerio). È talmente difficile definire con precisione chi sia Sole, che Stassi ha escogitato un romanzo corale, in cui ogni persona che l’ha incontrata racconta di lei un episodio o una storia, elementi che insieme si affannano per restituire la complessità di questa seducente artista.

David Foster Wallace e l’ansia da selfie. Nel suo capolavoro del 1996, Infinite Jest, il compianto David Foster Wallace non si limita a produrre forse uno dei più celebrati romanzi postmoderni, ma anticipa uno dei fenomeni più capillarmente diffusi di questi ultimi mesi: il selfie, al secolo autoscatto, un genere diventato rapidamente uno stilema della pop culture.

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8 Comments

    1. Vero 🙂 Non so se hai visto l’ultimo, ma a me non ha paricolarmente colpito. Cmq Anderson è con i Coen e Von Trier tra i massimi artisti contemporanei e tra i miei preferiti.

      Ciao Miss

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