In punta di mouse #7

La poesia haiku giapponese tradotta in pittura geometrica. Gli haiku trasformati in pittura: non con banalizzazioni figurative che rappresentino elementi della natura, ma attraverso astrazioni geometriche che rendano meglio il sussurro evocativo di questa forma di poesia giapponese.

Un pomeriggio con Paolo Giordano. I colori di una narrazione. È un pomeriggio di luce e vento sottile, quello in cui mi dirigo verso la sede romana dell’Einaudi per intervistare Paolo Giordano. Non ci sono uccelli in volo.

Defollowarsi un po. L’incubo del social-seccatore, una nuova app per tenerlo a distanza e il timore di rimpiangerlo presto.

Da “Quo Vadis” a Pasolini un secolo di censura in Italia. La censura compie cent’anni e, dall’altra notte, è possibile ricostruirne l’avventurosa epopea visitando «Cinecensura», mostra virtuale permanente dedicata alla «revisione cinematografica», promossa dalla Direzione Generale per il Cinema del Mibact in collaborazione con il Csc e la Cineteca Nazionale, guidata dal conservatore Emiliano Morreale. Attraverso spezzoni di film (300), cinegiornali (80), manifesti pubblicitari (28), pubblicità e cortometraggi (100), la rassegna, ricostruisce, come spiega il Presidente del Centro Sperimentale Stefano Rulli, «un ambiguo concetto di morale, un uso spesso smodato e strumentale della politica, una miopia culturale propria di una burocrazia chiusa in se stessa, diffidente di fronte alle trasformazioni in atto nel Paese». Ne viene fuori, in controluce, «un’Italia viva, creativa, irriverente, che provava, malgrado tutto, a dire cose nuove in modo nuovo».

 Buona domenica a tutti.

 

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17 Replies to “In punta di mouse #7”

  1. Personalmente quando leggo un haiku, sono trasportata più che in una astrazione geometrica, in una visone completamente astratta dove la contemplazione e le sensazioni mi portano .

    E’ grave dottore ? 😉

    Buona domenica anche a te!

    tra i fiori che si scuriscono
    la bianca peonia
    cattura la luna

    Kato Gyodai
    1732-1792

    il capanno
    solitario è crollato
    tra i bianchi fiori di u

    Miura Chora
    1729-1780
    ——————–

    Haiku
    Il fiore della poesia giapponese
    da Basho all’ottocento

    Mondadori

  2. Vorrei avere tempo abbastanza anch’io per poter leggere libri interamente.. purtroppo a volte mi devo limitare a leggerli per somme righe 😦 .. mi piace anche il followiamoci un po’ :. buon pomeriggio 🙂

  3. L’haiku è un’arte poetica che racchiude in sé una visione della vita molto distante da noi.

    Ware to kite
    Asobeya oya no
    Nai suzume
    Trad. Vieni a giocare con me, orfano passerotto

    Kore ga maa
    Tsui no sumika ka
    Yuki goshaku
    Trad. E’ questa la mia dimora definitiva? Un metro e mezzo di neve

    Kbayashi Issa (1763-1827)
    La traduzione letterale non rispecchia la metrica haiku ma fa comprendere lo spirito.

    Ma Paolo Giordano lo intervisti tu oppure assisti all’intervista?

    La censura italiana? Una finta morale bigotta.

  4. Personalmente credo che alla spiritualità ( che ognuno recepisce ed esprime come meglio gli necessita) si arrivi attraverso una ricerca personale che supera le differenze di culture e unisce il tutto. Come la ricerca e l’espressione del pittore citato sono dettate dal suo percepire. http://www.galleriaferrero.com/eventi.html

    Questo vale per la poesia, arti visive , musica e altro ancora . Non esiste un limite fra queste forme espressive poiché spesso sono frutto della stessa matrice e ricerca, se genuina. Quindi, per il mio punto di vista, dove finisce una, prosegue l’altra o semplicemente si fondono.

    Se vogliamo andare anche sulla provocazione, Caravaggio non era da meno. La sua ricerca del divino o della spiritualità probabilmente è stata ancora più sofferta, rappresentando le miserie umane e la vulnerabilità della natura, cosa che nessuno allora aveva mai rappresentato in quel modo. Tutto il resto che circola sulla sua vita è solo gossip 😉

    E’ passato talmente tanto tempo che chissà come è arrivata la verità, fra i tanti passa parola, se pur illustri, ma decisamente influenzati da criteri personali e costumi di vita delle epoche attraverso le quali ha transitato. Preferisco sempre dei ragionevoli dubbi alle assolute certezze…

    Scusa il fuori tema….ma tant’è non riesco a trattenermi nelle cose in cui credo. 🙂
    Buona giornata a te!

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