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Bravi a prescindere

Questo pezzo di Gramellini andrebbe distribuito sugli autobus e sui treni, attaccato sui muri delle città, stampato sulle tovagliette dei ristoranti e sulle bustine dello zucchero.

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14 pensieri su “Bravi a prescindere

  1. Bustine dello zucchero formato sacchetti per la spesa 🙂
    Scherzi a parte, sono moderni eroi, non smuoveresti molte coscienze, secondo me, facendolo. Piuttosto, l’accostamento tra Prandelli e Balotelli non lo capisco. Uno è un gentleman, l’altro no. Devo spiegarlo, perché? Curricula vitarum (età, esperienze, vite sentimentali…).

    1. Sono le due faccie della stessa medaglia. Prandelli non ha fatto molto di internazionalmente rilevante fino ad ora, Balotelli è l’eterna promessa mancata. Poi certo, caratterialmente e stilisticamente sono agli antipodi.

  2. Come dargli torto.
    In questo “mondo distratto”, schizzato e “veloce” vince il vip di turno che è riuscito (ovviamente coadiuvato da informazioni e stampe prive di contenuto e da politiche a-culturali) a ribaltare il valore degli esempi, diventando nuovi “faló delle vanità”.
    Mala tempora currunt

    1. Questi nuovi falò sono di un livello imbarazzante rispetto alla vanità che si basava su un certo stile aristocratico. Ricordo che un mio amico diceva che la media della società forse si è alzata o è rimasta uguale rispetto a 50 anni fa, mentre sono le elite o presunte tali che sono peggiorate. E di molto.

    1. La mediocrità c’è sempre stata. Il problema è che mentre una volta passava inosservata ai più, o nei casi migliori (pochi) combattuta, oggi è dilagante e mediaticamente sovraesposta.

  3. Prandelli e Balotelli ‘bravi a prescindere’? Beh! personalmente non avrei sprecato tempo a scrivere un pezzo come quello di Gramellini. Come si fa a definire un personaggio del calcio ‘brovo’ o fenomeno? Le icone calcistiche vengono create proprio da pezzi come quello di Gramellini. Fosse per me, li pagherei meno, ma molto meno, e li farei lavorare molto, ma molto di più.

      1. No, non esattamente così. Sono creature dei media che devono creare delle icone per stimolare le persone a guardarli in TV o correre allo stadio.
        Sono spot pubblicitari per vendere un prodotto scadente.

      2. Da un punto di vista degenerativo è vero. Ma si può giudicare un calciatore dai risultati e dai comportamenti. Del Piero era un campione, fenomeno mediatico? Poco direi. Lo stesso Maldini, o che so Zanetti.

  4. Il pezzo dice molte verità ma il calcio oggi funziona (anche) così. Si investe su giocatori che non sono propriamente dei fenomeni ma che danno sicuramente un ritorno d’immagine ed economico notevole.

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