Spleen 14

23 novembre 2014 § Lascia un commento

Ho più ricordi che se avessi mille anni.

Un grosso mobile a cassetti stipato di conti, di versi, dolci biglietti, verbali, romanze, di grevi capelli avvolti in quietanze, cela meno segreti del mio triste cervello. E’ una piramide, un sotterraneo immenso, che contiene più morti della fossa comune. Sono un cimitero aborrito dalla luna, dove, come rimorsi, strisciano lunghi vermi che infieriscono sempre sui morti più cari. Sono un vecchio salotto zeppo di rose appassite, dove giace una congerie di mode antiquate, dove pastelli lagnosi e pallidi Bouchet, soli, respirano il profumo di una fiala stappata.

Nulla eguaglia in lunghezza le zoppicanti giornate, quando sotto i grevi fiocchi di anni nevosi la noia, frutto di grigia indifferenza, prende le proporzioni dell’immortalità. Ormai non sei più – o materia vivente!, che granito attorniato da vago sgomento, assopito in fondo a un Sahara brumoso; una vecchia sfinge ignorata dal mondo incurante, negletta sulla mappa, il cui selvaggio umore non canta che ai raggi del sole calante.

Charles BaudelaireLes Fleurs du mal

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