Cerca!

Le criticità della lettura digitale di cui si parla più spesso sono note: la scarsa ergonomia dello schermo, l’affaticamento oculare, la facilità della distrazione e così via. Ma in un saggio su Tablet Magazine (The Dagger of Faith in the Digital Age), Ryan Szpiech della University of Michigan illumina un tratto sottovalutato: la diffusione del modello “motore di ricerca”, l’idea del testo come luogo dove una frase può essere trovata nel giro di pochi istanti. Sembra una cosa da poco, ma in realtà
ALCUNI DIRITTI RISERVATI (CC BY-NC-SA)
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5 Replies to “Cerca!”

  1. La lettura digitale è la morte del seguire la storia con l’immaginazione. Perché viene a mancare la possibilità di saltare delle righe, di scorrere in avanti alla ricerca di quello che viene dopo.
    Pensare di usare il data retrivial ovvero ricercare le parole nel testo rappresenta secondo me la pietra tombale della lettura. Le gente si sta impigrendo perché qualcuno lavora per lui.Può essere utile in una ricerca filologica ma non in una lettura.
    Anch’io nell’articolo ho colto la seguente frase
    “Certo ha molti lati positivi, ma suggerisce anche di scambiare la conoscenza per informazione: l’approccio alle parole assomiglia a quello di un consumatore più che a quello di un allievo. Si perde, in sostanza, la serendipity dello scritto: la sua capacità di sorprenderci, l’inaspettato, la scoperta di dimensioni inedite.”
    Leggere diventa un fatto meccanico.

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