Il riso di Democrito

12 febbraio 2015 § 3 commenti

Democrito ha scelto di vivere in solitudine, al limitare della città di Abdera. Ride indifferentemente di tutto. I compatrioti ritengono che abbia perduto il senno e, nella speranza di riportare alla ragione il loro grande uomo, chiamano in soccorso Ippocrate.

Alla vigilia della partenza per Abdera, Ippocrate esprime la propria opinione sui due sintomi che gli sono stati segnalati. Sicuramente, ridere indifferentemente di tutto, senza distinguere tra quelli che sono i beni e quelli che sono i mali, è follia. Ippocrate si propone di illustrare questo punto a Democrito, dicendogli con franchezza: “Tu soffri di malinconia, melancholìas“. Ma, aggiunge Ippocrate, la solitudine è un sintomo ambiguo. Bisogna saper cogliere la differenza tra la solitudine del contemplativo e quella dell’uomo tormentato dalla bile nera. Gli abderiti non ne sono capaci. L’apparenza esteriore è la stessa, i folli e i contemplativi “fuggono il consorzio umano, considerano alla stregua di estranei i loro simili”.

Ippocrate, venuto per osservare, scopre, in una solitudine ombrosa, un uomo immerso nello studio, che legge, medita, osserva interiora di animali minuziosamente sezionati. Democrito spiega che disseziona gli animali per scoprirvi la sede della bile e per capire meglio le cause della pazzia. La solitudine di Democrito è, agli occhi di Ippocrate, del tutto giustificata.

Quanto al suo riso, Democrito ne rende ragione con argomenti che il medico riterrà pienamente convincenti. L’ilarità del filosofo è provocata dalla follia universale: “Rido di un unico oggetto, l’uomo tutto insensatezza, spoglio di opere virtuose, puerile nei propositi, che sopporta, senza trarne beneficio alcuno, immensi travagli“. Ridere, per Democrito, è l’unica risposta che si possa dare all’universale trasgressione dei limiti di cui egli è testimone. Gli uomini sono incapaci di riconoscere la propria follia e di riderne. Il filosofo medesimo non si esclude, guarda se stesso e si accusa: “Non vedi che anch’io ho la mia parte di follia? Io che ne cerco la causa e che uccido e squarto gli animali; ma è nell’uomo che bisogna cercarla“.

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