Peggy

31 marzo 2015 § 3 commenti

Peggy Guggenheim nasce a New York nel 1898 da Benjamin Guggenheim, fratello si Solomon, e Florette Seligman. Il padre muore nel 1912 nel naufragio del Titanic. Nelle sue memorie Peggy ricorda che qualche tempo dopo un cameriere della nave sopravvissuto fa visita a lei e alla madre per portare l’estremo saluto del padre alla famiglia: l’uomo “ci disse che papà e il suo segretario si erano vestiti in abito da sera per andare incontro alla loro sorte, avevamo voluto morire da gentiluomini, e così fecero, offrendo con galanteria il loro posto sulle scialuppe di salvataggio a donne e bambini“.

Negli anni venti è protagonista della vita mondana e culturale di Parigi e inizia a collezionare opere d’arte seguendo il consiglio di Samuel Beckett e le indicazioni di Marcel Duchamp, che la introduce all’ambiente artistico. Nel 1938 apre a Londra la galleria Guggenheim Jeune e nel 1939 allestisce la prima mostra di Kandinskij nel Regno Unito con l’introduzione al catalogo di André Breton. “Marcel (Duchamp) mi mandò da Kandinskij, era un uomo meraviglioso di settant’anni, così allegro e affascinante, con una moglie orribile, di una trentina d’anni più giovane, che si chiamava Nina. Tutti adoravano lui e detestavano lei. Gli chiesi se voleva tenere una mostra a Londra e, siccome non vi aveva mai esposto, ne fu contento“. Nel 1939 Peggy chiude la galleria londinese ma continua a collezionare opere d’arte astratta e surrealista. “Il mio motto era “compra un’opera al giorno”, e io lo seguivo alla lettera“.

Sposa nel 1941 Max Ernst. L’artista “aveva fama di essere attratto da ragazze molto giovani”, scrive Peggy nella sua autobiografia. Un giorno un amico le chiede cosa avrebbe fatto se Ernst fosse scappato con un’eventuale figlia? Peggy prontamente risponde: “Sarei piuttosto io a scappare con lui“. Il matrimonio con Ernst dura però solo fino al 1943.

A causa del secondo conflitto mondiale Peggy si trasferisce nel 1941 negli Stati Uniti, a New York, dove fonda l’anno successivo la galleria Art of This Century sulla West 57th Street, restaurata dall’architetto austriaco Frederick Kiesler e trasformata in laboratorio sperimentale. All’inizio degli anni quaranta, presso la galleria, si riuniscono intorno a Matta numerosi artisti, tra i quali Pollock, Motherwell, Baziotes. Attraverso Peggy Guggenheim gli artisti americani hanno la possibilità di approfondire la loro conoscenza del Surrealismo. Un questi anni, insieme al suo assistente Howard Putzel, Peggy sostiene l’avanguardia newyorkese con numerose mostre, contribuendo all’affermazione del movimento dell’Espressionismo astratto americano e alla sua diffusione a livello mondiale.

Finita la guerra, nel 1947, torna in Europa e si stabilisce a palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande a Venezia dove realizza il suo sogno di aprire un museo a lei intitolato che dirige fino alla morte, nel 1979. Nel 1948 la sua straordinaria raccolta viene esposta alla biennale di Venezia, mentre l’anno successivo, in occasione di una mostra di scultura nel giardino, la sua collezione viene aperta al pubblico. Tre anni prima di morire Peggy trasferisce la proprietà del museo e dell’intera collezione alla Fondazione Guggenheim.

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