L’arte delle copertine di dischi

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Dalla banana di Warhol per i Velvet Underground alla collaborazione tra Damien Hirst e The Hours, dal Sgt. Pepper firmato Peter Blake al Ryan McGinley dell’artwork per i Sigur Ros: un nuovo imponente volume Taschen ripercorre la storia del rapporto tra arti visive e copertine di dischi.

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4 Replies to “L’arte delle copertine di dischi”

  1. Mi piacerebbe conoscere (sempre tu lo voglia) il tuo pensiero su un pezzo del testo che riporto 🙂
    Buona serata!
    —————————————————————————-
    Con questo, non voglio assolutamente dire che l’opera di designer quali Saville, Garrett e molti altri non abbia un valore artistico. È solo che la produzione di un designer o di un illustratore nasce in funzione di un prodotto commerciale e nella maggior parte dei casi è realizzata su commissione, il che la inserisce in un circuito di produzione e post-produzione di natura industriale. Certamente anche molte delle copertine che sono nel libro erano a loro volta delle commissioni, ma è proprio quello il punto: comprendere se anche quando un artista – che solitamente si muove al di fuori di una logica di produzione industriale – realizza un’opera su commissione, quella possa ancora considerarsi arte.

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