Occhi

Paura dei tuoi occhi
di quel vertice puro
entro cui batte il pensiero.
Paura del tuo sguardo
nascosto velluto d’algebra
col quale mi percorri,
Paura delle tue mani
calamite leggere
che chiedono linfa,
paura dei tuoi ginocchi
che premono il mio grembo
E poi ancora paura
sempre sempre paura,
finché il mare sommerge
questa mia debole carne
e tu giaci sfinita
su me che divento spiaggia
e tu che diventi onda
che io percuoto e percuoto
con il mio remo d’amore.

Da “Vuoto d’amore” – Alda Merini

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3 Comments

      1. Sì. E io, a volte, così, in quel caso, divento davvero come dice lei, onda, che spera di lambire la spiaggia. Non avrei mai saputo dirlo, ma lo sentivo. Adesso mi é chiaro, e insieme mi sconvolge profondamente.

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