Mare corto, lunga storia

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Via IL MAGAZINE

Tra il 2015 e il 2017 il fotografo italo-spagnolo Ignacio Maria Coccia e il giornalista Matteo Tacconi, esperto di Balcani ed Europa centro-orientale, hanno viaggiato lungo le coste del mare Adriatico seguendo una linea che, pur se non immaginaria, è concettuale prima ancora che geografica. In mostra da oggi e fino al 31 agosto nell’atrio monumentale dell’A.S.P. ITIS di Trieste, Mare Corto è un diario per immagini e parole alla ricerca dei tratti comuni alle due sponde di questo braccio d’acqua carico di storie. Se infatti la sua ricca vicenda contraddice l’idea romantica e consolatoria di un continuo e proficuo scambio, commerciale e culturale, questo reportage contraddice a sua volta una realtà che rivela distanze, diversità e disuguaglianze: nel racconto disteso e corale, fatto sì di individualità iper caratterizzate ma anche di rimandi e raccordi mai forzati, emergono silenziose similitudini, esperienze meno dissimili del previsto, una comunanza sotterranea, stratificata e sottaciuta che elude i confini e a volte inganna persino la memoria

Blonde on blonde

Io cammino fumando
e dopo ogni boccata
attraverso il mio fumo
e sto dove non stavo
dove prima soffiavo.

Valerio Magrelli

In questo periodo sto fumando tantissimo. E’ una sigaretta dietro l’altra. E come in questa poesia di Magrelli, mi illudo di attraversare una parete di fumo e trovarmi in un nuovo stato delle cose. Dove ci sia di nuovo serenità, il dolore si attenui e possa guardare avanti con un poco di speranza. Ma le scelte sbagliate si pagano, anche se fondate su informazioni incomplete, su fiducie malriposte e sull’ossessione di volere una cosa a tutti i costi perchè su quella mano si è scommesso tutto. Forse non era il momento giusto, forse era un pò prima o un pò dopo, ma non ora. Sai che magra consolazione mi viene da dire. Ma la vita è anche questo, sbagliare e  ricominciare più forti di prima, se mai si riesca a rialzarsi. Che tradotto significa fidarsi di nuovo e aprire il proprio cuore a nuove esperienze.

Scrivo mentre ascolto Blonde on Blonde rigorosamente in vinile. La musica non tradisce mai, c’è sempre a porre il sigillo del ricordo.

Non è più dato

Non è più dato. Il pianto che si trasformava
in un ridere impazzito, le notti passate
correndo in Via Crescenzago, inseguendo il neon
di un’edicola. Non è più dato. Non è più nostro
il batticuore di aspettare mezzanotte, aspettarla
finché mezzanotte entra nel suo vero tumulto,
nella frenesia di tutte le ore, di tutte le ore.
Non è più dato. Uno solo è il tempo, una sola
la morte, poche le ossessioni, poche
le notti d’amore, pochi i baci, poche le strade
che portano fuori di noi, poche le poesie.

Milo De Angelis – da Il tema dell’addio