I would prefer not to

25 agosto 2014 Commenti disabilitati su I would prefer not to

Ispiration: Bartleby lo scrivano

Author: Herman Melville

Lessi questo libro qualche mese fa. Bartleby è un impiegato presso un ufficio di Wall Street e ben presto il muro implicito nel nome della strada diventa la metafora di un’esistenza senza sbocchi. Libro costruito su toni pallidi, non altisonanti, e su una routine silenziosa e sempre uguale a se stessa. Per questo mi aveva incuriosito. Ma non basta: a tratti sfiora la noia senza riuscire a trasmettere quella tragicità dell’esistenza insita in ogni disperazione. Inflessibile agli ordini del padrone Bartleby finisce la sua esistenza all’ufficio postale, nella sezione “lettere smarrite”.

Alla fine dei miei studi, appena affacciatomi sul mondo del lavoro (si parla di una quindicina di anni fa) mio padre, allora impiegato presso una banca popolare, mi domandò se mi sarebbe piaciuto subentrare a lui (ai tempi il lavoro in banca si tramandava di padre in figlio, ora per fortuna questi retaggi feudali non ci sono più). Io, spaventato da tutte quelle scartoffie e da una monotonia che mi sembrava eterna, risposi “Preferirei di no”. Poi intrapresi la carriera universitaria e scegli un’altra strada. Non ho mai amato il posto fisso senza prospettive, né l’ostentazione della middle class. Mi diedero del comunista, ma non lo sono mai stato (etichetta affibbiata a chi non si allineava al pensiero comune). Mi diedero dello snob, ma io odio gli snob. Ora mi danno dell’hipster, termine il cui significato è perlomeno ambiguo. Cambiano i termini, non la mentalità da incasellatori. Ma io vado avanti, perché “Non ci sono altari su questa lunga e solitaria strada”.

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