Percepire la musica in tutti i sensi

26 agosto 2014 Commenti disabilitati su Percepire la musica in tutti i sensi

Ogni dottrina estetica per raggiungere la propria realizzazione ha bisogno di un suo sistema di espressione e dunque di una tecnica propria, poiché non si può concepire in arte una tecnica che non derivi da salde basi estetiche, una tecnica campata in aria, insomma. Ciò è tanto meno accettabile quando si tratta di un gruppo, di una scuola. Non posso dunque rimproverare ai miei maestri di essersi mantenuti aderenti alla loro estetica: non potevano fare altrimenti. […]

Sarebbe veramente ora di finirla una volta per tutte con questa concezione inetta e sacrilega dell’arte come religione e del teatro come tempio. L’assurdità di questa miserabile estetica può essere facilmente dimostrata con il seguente ragionamento: non si può immaginare un fedele che assuma un atteggiamento critico nei confronti dell’ufficio divino. Si verificherebbe una contraddizione in termini, il fedele cesserebbe di essere un credente. L’atteggiamento dello spettatore è esattamente l’opposto: esso non è obbligato né dalla fede né dalla cieca sottomissione. Allo spettacolo o si ammira o si disapprova. Non lo si accetta che dopo averlo giudicato, anche inconsciamente. Il senso critico ha dunque nei confronti dello spettacolo un ruolo essenziale. Confondere questi due ordini di idee è dar prova di una mancanza assoluta di discernimento e di innegabile cattivo gusto.

Ma perché sorprendersi di tale confusione in un’epoca in cui il laicismo trionfante, degradando i valori spirituali  e avvilendo il pensiero umano ci porta fatalmente verso un completo abbruttimento? Sembra però che ci si renda conto del mostro che l’umanità sta partorendo, si constata con dispetto che l’uomo non saprebbe sopravvivere senza un culto. Allora ci si sforza di raffazzonare qualche spingarda del vecchio arsenale rivoluzionario e con essa si crede di poter fare concorrenza alla chiesa!

Ho avuto sempre orrore del metodo di ascoltare la musica con gli occhi chiusi, senza la partecipazione della vista. La percezione del gesto e del movimento delle diverse parti del corpo che la producono è una necessità essenziale per afferrarla in tutta la sua ampiezza. […] In verità coloro che pretendono di non gioire pienamente della musica che con gli occhi chiusi non la sentono affatto meglio che con gli occhi aperti, ma l’assenza di distrazioni visive dà loro la possibilità  di abbandonarsi a delle fantasie cullate dai suoni ed è ciò che essi amano più della musica stessa.

Igor Stravinskij

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