Mortaio

MORTAIO-IN-PIETRA-LAVICA

C’e uno stato d’animo che mi accompagna costantemente in questo momento: l’essenziale. Come se dopo una baldoria prolungata e intensa, avessi bisogno di togliere, togliere fino ad arrivare all’osso. Per registrare cosa è veramente importante. I mortai erano questo, lavorazione certosina per creare composti medici, o squisite pestate alimentari che facevano della pazienza un ingrediente imprescindibile. Il tempo, l’esperienza, la passione, creavano da ingredienti grezzi e poco lavorati qualcosa di omogeneo e meditato. Musicalmente parlando, l’acustico questo fa, smussa gli angoli dei vari generi, i campionamenti, gli orpelli elettrici e crea un rapporto intimo fondato su chitarra e voce. Diretto e sincero. Quello che mi auguro di trovare e di cui sento in questo momento estremo bisogno.

Grazie ad un’amica speciale per l’ispirazione di questo pezzo.

Siamo un mondo di narcisisti incapaci di guardarsi

Roberto Cotroneo

Jose Saramago pubblicò nel 1995 un celebre romanzo intitolato Cecità. È una storia paradossale, che racconta di un intero paese dove le persone perdono la vista, una a una, come fosse un’epidemia inspiegabile. È una metafora sull’indifferenza, sull’incapacità di vedere e sulla perdita del senso di solidarietà tra le persone. Quando Saramago ricevette il premio Nobel per la letteratura, era il 1998, nel suo discorso a Stoccolma parlò proprio di questo suo romanzo e dell’indifferenza sociale con cui dobbiamo fare i conti.

C’è uno stretto rapporto tra la psicoanalisi, il romanzo di Saramago, la filosofia e il mito di Narciso. Più volte in questi anni sono tornato sul tema del narcisismo, l’ho fatto perché mi sono occupato in modo particolare degli effetti dei social network sulla nostra vita quotidiana, l’ho fatto perché avendo un’attenzione particolare su quelle che chiamiamo forme di espressione artistica, o creatività, mi sono accorto che…

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